|
|

I bambini sono tutti nostri figli.
Partendo da questo presupposto che è alla base di tutto, vi vogliamo
raccontare come sono nati i "Dottor Clown Rimini". A qualcuno non bastava fare
un lavoro per il quale bisogna dedicarsi al prossimo. A qualcuno non
bastava essere donatore di sangue e di midollo osseo. Non bastava
neanche fare donazioni di beneficenza per i bimbi sofferenti.Volevano
qualcosa di concreto. Volevano toccare con le loro mani il sorriso dei
bimbi sofferenti. Gli sarebbe piaciuto essere testimoni diretti di
qualcosa di grande.
Allora perché non entrare in contatto diretto con loro? Con i bimbi che
soffrono? Si poteva fare un gesto importantissimo: donare un sorriso!
Per di più ci si poteva anche divertire vestendosi da clown e da
animaletti e allestendo scenette e spettacolini nel tempo
libero. L'inclinazione allo scherzo e alla risata ed a tutto ciò che
fosse buffo, questa manciata di professionisti ce l'aveva, eccome se ce
l'aveva. Manciata perché sono partiti in cinque o sei; professionisti
perché sono Medici Anestesisti-Rianimatori e Infermieri dell'ospedale
Ceccarini di Riccione. Si dilettano a fare i Clown per i piccoli
pazienti ricoverati. Lo fanno per gioia, senza chiedere niente a
nessuno e al di fuori dell'orario di lavoro.
L'idea è venuta a giugno; per arrivare al concreto sono passati altri
due mesi. Il tempo per organizzarsi partendo dallo zero assoluto. Si
sono rimboccati le maniche e hanno iniziato con il contattare tutte le
persone necessarie (e non sono poche!) e tra lettere, controlettere,
autorizzazioni e assicurazioni sono arrivati al
dunque. Contemporaneamente bisognava pensare alla parte ludica. Si
sono procurati il materiale, in parte con i soldi donati da persone
generose che hanno creduto in loro ed in parte con i propri soldi.
Nasi
da clown, vestiti, giochi di prestigio, fischietti, trombette parrucche;
non è stato facile ma anche queste cose nel giro di tre mesi erano pronte
per essere indossate e usate. Intanto si stavano preparando la parte
tecnica: nel tempo libero si sono acquistati libri specifici e si è
imparato a fare animaletti con i palloncini, giochi di prestigio, numeri e
battute da clown. Da non sottovalutare le riunioni settimanali che si
tenevano al pomeriggio con discreti sacrifici, con problemi di spazio e
con un caldo disamante, per organizzare le scenette e i compiti da
svolgere. Insomma, non è stato affatto facile per dei medici e
infermieri indossare i panni dei clown. Se non ce l'avessero avuto nel
sangue e non avessero adorato i bimbi, non ce l'avrebbero mai fatta.
La parte più delicata è stata quella dell'approccio con i bimbi. Il
compito è stato facilitato dalla loro professione; le tecniche sono state
affinate grazie a spettacolini allestiti per i figli di rassegnati e
pazienti colleghi che invece di portare i bambini a nuoto o a tennis li
hanno rinchiusi dentro una stanza con tante sedie a sopportare quei
mattacchioni (si spera che si siano divertiti). Il tempo e l'esperienza
smusseranno gli angoli più grossolani e i clown non finiranno mai di
imparare dai bimbi.
E' scentificamente documentato come la terapia del
sorriso, e, nella fattispecie la "CLOWN-TERAPIA" influisca positivamente
sulla guatrigione e sul decorso della malattia. I piccoli malati,
infatti, aspettando con gioia l'arrivo dei clown, riescono ad affrontare
con maggior forza d'animo certi tipi di terapie, anche quelle più
pesanti. Dal 10 settembre 2003 l'attività dei dottor clown sta andando
a gonfie vele! Con la collaborazione e con le richieste di adesione di
colleghi entusiasti, i piccoli malati non vedono l'ora che arrivi venerdì
pomeriggio per incontrare quei medici e infermieri tanto speciali. I
bimbi, tra l'altro, vengono accompagnati dai clown ad eseguire esami
cruenti (prelievi, biopsie, ecc...) e allietati durante lo svolgimento
degli stessi.Inoltre con la collaborazione dei colleghi medici e chirurghi
Pediatri, i clown dottori partecipano anche alle visite nelle camere,
trasformando momenti di angoscia in momenti scherzosi.
"Perchè si è sentita l'esigenza di approfondire gli
effetti terapeutici della risata? Perchè il consumo di psicofarmaci
negli ultimi decenni è aumentato a dismisura e la nostra vita è caduta in
preda alla seriosità. Siamo diventati troppo seriosi, non dico seri, la
serietà è un valore positivo. Tutta una serie di cose attrae la nostra
attenzione, una serie di impegni, doveri, obblighi, cose alle quali
vorremmo scappare molto volentieri, e invece ci sentiamo costretti a
sottoporci a questa routine. Questo lentamente comincia a diventare
causa di frustrazione, di ansietà, di nevrosi, di depressione. Direi che
questa seriosità è diventata insopportabile ed è il vero e proprio male
oscuro degli ultimi decenni. Il vero male oscuro è l'essersi scrollati di
dosso quel bambino che eravamo. Provate a ricordare, fate un
passo indietro di 10, 15, 60 anni, ricordatevi di come eravate, quella
forza, quella gioia di vivere, quella energia. Quel bambino che eravate
si è eclissato, perchè in realtà non è scomparso, non scompare mai: è
sempre nascosto dietro a quelle sovrastrutture che lentamente abbiamo
costruito sopra. Immaginate un po' una giornata nuvolosa, immaginatene ora
2, 10, 30: alla 31esima uno può pensare che il sole non esista, e invece
basta prendere un aereo, bucare le nubi e il sole è sempre presente, è
solo coperto dalle nubi che lentamente, nel corso della vita, si sono
stratificate. Direi che noi veniamo educati a soffrire, un'educazione
scientifica, che parte dall'infanzia e ci insegna che la vita è
sofferenza: obblighi, impegni, doveri, precetti. Non veniamo quasi mai
educati a gioire, a godere delle cose belle della vita ed oggi si ride
sempre meno. Pensate che per ridere uno deve andare al cinema... si è
persa un po' la capacità di ridere, bisogna andare a teatro, bisogna
mettersi davanti alla televisione. Non che ci sia qualcosa che non va, ma
non può essere l'unica occasione per distrarsi e passare qualche ora in
allegria..."
Dott. Angelo Giordano(*) I clown sono
profondamente gratificati dai sorrisi, dalle letterine,dai disegnini e
dalle richieste di aumentare i ritrovi settimanali che ricevono
quotidianamente e tutti si torna a casa con il cuore gonfio di
gioia! Ci sono dei ragazzini che fanno regate in uno stagno! C'è un
vecchietto che pesca in un ruscello! Ci sono persone che suonano strumenti
che non conoscono! Se c'è entusiasmo lo scopo è quasi raggiunto. Se una
cosa la si vuole, la si è quasi ottenuta. Non ci sono da aggiungere
altre parole!
(*) Medico, esperto di psicologia e psicosomatica,
specialista della terapia del sorriso, studioso di medicine
complementari.
|